Trama

Matt Buckner, brillante studente di giornalismo ad Harvard, viene espulso dall’università per colpa del suo compagno di stanza – Jeremy Van Holden, figlio di una ricca e potente famiglia – il quale è un drogato e una volta scoperto dalla scuola fa in modo che tutte le colpe ricadano su Matt, al quale dà dei soldi come ‘ricompensa’. Matt decide quindi di andare a Londra da sua sorella Shannon, dove fa amicizia con il fratello di suo cognato, Pete Dunham, che è il leader degli hooligans del West Ham United, la Green Street Elite (GSE, che si ispira all’Inter City Firm).

Matt è un ragazzo debole, insicuro e senza certezze, ma successivamente all’entrata nel gruppo, partecipando attivamente al ritorno alla “vecchia fama” della GSE con scontri violenti con altre tifoserie, diventa molto sicuro di sé e comincia a vedere il mondo sotto un’altra prospettiva.

Matt, noto come “lo Yankee” comincia a essere benvoluto dalla GSE e soprattutto da Pete, guadagnandosi però il rancore di Bovver, il “vice” di Pete, che inizia ad esser geloso di lui. La situazione degenera quando, nella F.A. Cup, il West Ham deve incontrare il Millwall, storica squadra rivale londinese: il gruppo viene a scoprire che Matt studiava giornalismo negli States (cosa che aveva omesso a Pete) e lo accusa di essere in realtà un giornalista del Times infiltrato, creando un clima di sfiducia e tensione all’interno della GSE; Bovver è, naturalmente, tra i più ostili a Matt. In sua difesa accorre il cognato Steve, alias “The Major”, ex-capo della GSE, che convince Pete a dare fiducia a Matt.

Bovver, sconvolto dalla gelosia e dal risentimento, si rivolge allora a Tommy Hatcher, violento capo degli acerrimi rivali del Millwall, dicendo che un giornalista infiltrato avrebbe creato problemi anche a loro: per incentivarlo ad intervenire contro Matt e gli altri membri del gruppo, Bovver confida ad Hatcher che nel loro pub, assieme allo Yankee, c’è “The Major”, col quale ha un conto in sospeso: dieci anni prima il figlio dodicenne di Tommy, infatti, morì partecipando, in casa del Millwall, ad uno scontro con la GSE guidata allora da “The Major”, e fu proprio a causa di quella tragedia che Steve Dunham si ravvide, abbandonando il mondo del tifo violento e del calcio.

Hatcher e i suoi, grazie alla delazione di Bovver, attaccano allora il pub dei tifosi del West Ham, e nella micidiale rissa che segue Tommy ferisce gravemente Steve, che finisce all’ospedale. La moglie Shannon, sconvolta, accusa ingiustamente Pete di essere la causa delle condizioni del marito e di aver plagiato il fratello, con il quale decide di tornare negli States, insieme al proprio figlio di pochi mesi.

Pete organizza per il giorno dopo una resa dei conti definitiva con quelli del Millwall, mentre Matt sembra fare i preparativi per tornare negli States, ma la mattina dopo si unisce agli altri compagni. Shannon, preoccupata, lo va a cercare, recandosi sconsideratamente proprio sul luogo della sfida. Durante lo scontro tra le due tifoserie, Pete rimane ucciso per salvare la famiglia del fratello da Hatcher, reso come folle dall’odio e intenzionato a procurare a “The Major” il dolore causato dalla perdita del figlio.

Bovver cerca una sorta di redenzione, partecipando al violento scontro e aiutando Matt a mettere in salvo Shannon e il figlio. Con la morte di Pete, Matt decide di tornare negli Stati Uniti. Ma ora non è più il ragazzo debole e insicuro bensì, grazie agli insegnamenti di Pete e all’esperienza maturata sostenendo il West Ham e lottando accanto ai suoi compagni, è diventato un uomo che sa affrontare la vita e combattere per i propri diritti. Affronta il suo vecchio compagno di stanza van Holden, riesce a fargli confessare le sue colpe incidendole su un registratore che nascondeva su di sé, cosa che gli consentirà di essere riammesso ad Harvard.

Nella scena finale del film, per strada Matt intona ad alta voce il canto della tifoseria del West Ham, tornando a respirare l’atmosfera tipica dei tanti “pre-partita” vissuti assieme ai compagni di tifo.

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